Ufficio su ruote: la vita dei nomadi digitali in camper

Sui social impazzano foto e video di persone che lavorano comodamente dal proprio camper, sdraiati su amache in riva a laghi cristallini o accampati in alture che si affacciano su vallate mozzafiato. Un sogno, vero?

La realtà, però, non è esattamente questa. Essere un nomade digitale dà certamente grandi soddisfazioni e serenità, perché consente di lavorare da remoto svincolandosi da un luogo fisso e monotono. Tuttavia organizzare la logistica e la routine che permette di lavorare viaggiando non è una passeggiata e molto spesso ha poco a che fare con gli scatti da tutti invidiati sui social: scopriamo dunque in questo articolo come trovare il giusto equilibrio per concretizzare una vita da nomade digitale confortevole e redditizia!

Scegliere il camper giusto: comfort e connettività per il lavoratore remoto

La scelta del camper più adatto alle tue esigenze lavorative e di connessione è lo step numero uno per poter approcciare davvero alla vita da nomade digitale: da questo non si scappa.

Disporre di una connessione internet pressoché costante e stabile è fondamentale per chi lavora da remoto, perciò questo è il primo aspetto da considerare. Soluzioni efficaci sono gli hotspot mobili di alta qualità, abbinati ad amplificatori di segnale: risultano una garanzia nell’assicurare connettività, purché i dispositivi elettronici siano tutti caricati. Per questo bisogna organizzarsi per una gestione dell’energia oculata: i pannelli solari rappresentano un’opzione più che valida in tal senso.

L’altro aspetto di vitale importanza da considerare quando si sceglie un camper da nomade digitale è lo spazio. Lavorare in un van significa passarci dentro molte ore, pertanto occorre valutare che la disposizione interna, le sue dimensioni e i vari oggetti utili per il lavoro (tavolini, sedie, dinette ecc.) siano disposti e tarati in base alle nostre esigenze di comfort, in modo da poter essere produttivi come in un ufficio.

Equilibrio tra lavoro e tempo libero: gestire le giornate in movimento

Lavorare in un camper richiede ferrea disciplina, cura dei dettagli, capacità organizzative ed equilibrio. Spesso infatti ci si sofferma solo sui vantaggi dell’essere sempre in viaggio, ma a volte ci si dimentica che conciliare il lato ricreativo della van life con quello lavorativo non è così immediato.

Bisogna saper fare delle rinunce (per esempio, è impensabile spostarsi tutti i giorni quando si fa smartworking da un camper: soste di tre o quattro giorni sono necessarie, perché durante gli spostamenti è più complicato lavorare e un minimo di stabilità serve nei periodi di maggiore stress: non è una vacanza!) e soprattutto organizzare con estrema precisione le proprie mansioni lavorative: spesso, la van life riserva degli imprevisti, che si traducono in perdite di tempo piuttosto fastidiose. Per limitarne l’effetto negativo, occorre farsi trovare pronti, pianificando il lavoro ad hoc e buttandosi avanti quando si ha l’occasione di farlo!

Costruire una comunità in movimento: networking e condivisione tra nomadi digitali

La van life offre anche delle interessanti occasioni di crescita e di sviluppo, a livello lavorativo, per i nomadi digitali. Chi fa parte di questa particolare categoria, infatti, è sempre in giro e accade con sempre più frequenza che si imbatta in altri soggetti che conducono lo stesso tipo di vita: quale occasione migliore per fare networking?

La maggior parte dei nomadi digitali lavora nell’ambito dei social e della produzione dei contenuti, nel quale il confronto, la creazione di reti e l’ampliamento dei contatti sono tutti requisiti fondamentali per crescere, imparare ed affermarsi in maniera più solida nel mondo digitale: ecco perché le “comunità in movimento” sono un fenomeno in grande espansione!

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