La Toscana incarna un vero e proprio paradiso per i camperisti. Paesaggisticamente è una delle regioni più variegate d’Italia: mare, montagna, collina, borghi medievali e città d’arte impreziosiscono un quadretto d’insieme che alterna atmosfere bucoliche e selvagge ad altre più storiche e solenni, tra le quali, a fare da collante, è sempre la pittoresca tradizione toscana.
Ogni luogo racchiude l’autentico spirito della regione che si è sedimentato, con diverse sfaccettature, al suo interno nei secoli e in ognuno di questi è possibile rintracciare campeggi o aree di sosta per camper: lo sapevi che la Toscana è una delle regioni italiane con il maggior numero di strutture ricettive per camperisti? E allora cosa aspetti: esplora i suoi meandri assecondando la tua voglia di libertà ed avventura!
Cosa vedere in camper in Toscana
L’abbiamo già accennato: la varietà di luoghi di interesse in Toscana è pressoché illimitata e quali prediligere dipende dalla tipologia di vacanza che si ha in mente. Le città d’arte rappresentano però sempre una buona opzione, visto il patrimonio culturale che vantano: Firenze, con le attrazioni da tutti conosciute (Duomo, Ponte Vecchio, Galleria degli Uffizi), Siena, con la magia di Piazza del Campo, Pisa, con la torre pendente celebre in tutto il mondo, e Lucca, con la sua cinta muraria perfettamente conservata dall’età moderna.
Ma anche sul versante naturalistico la Toscana mette in mostra meraviglie imperdibili: la Val d’Orcia, attraversata da colline da cartolina, la Val d’Elsa, nella quale sono situate San Gimignano (la città delle torri patrimonio dell’Unesco) e Certaldo (durante la festa Mercantia il suo centro storico si trasforma in un suggestivo teatro all’aperto di ispirazione medievale), la Maremma, con la sua costa rude e selvaggia, la Garfagnana, favoloso contesto montuoso tra le Alpi Apuane e l’Appennino Tosco Emiliano, la Val di Chiana, in cui il paesaggio agreste si sovrappone a quello umbro, e le colline del Chianti, nelle quali assaporare il vino rosso toscano per eccellenza.
Insomma, la Toscana ne ha per tutti i gusti e il segreto per non perdersi nulla è organizzare con precisione e criterio gli itinerari in camper.
Itinerari consigliati, dal mare alle città storiche
Ecco alcune idee di itinerari toscani che si possono usare come base su cui strutturare il proprio viaggio per la regione:
- Tour delle città d’arte. Si tratta di un giro completo attraverso le principali città toscane: da Siena ad Arezzo, da Arezzo a Firenze, da Firenze a Lucca, da Lucca a Pisa. Ovviamente è possibile, durante il percorso, concedersi delle intercessioni nei paesaggi naturalistici che si trovano tra città e città, in modo da combinare, in un’unica vacanza, l’aspetto artistico-culturale e il lato paesaggistico della Toscana;
- Tra la Maremma e la costa. Partendo da alcuni dei borghi più caratteristici della Maremma (Sorano, Pitigliano e Saturnia, celebre per le sue acque termali), si arriva nel cuore della pianura toscana, a Grosseto (circondata da sconfinate aree verdi), per poi dirigersi sulla costa ed esplorarla in ogni suo anfratto (Orbetello, Monte Argentario, La Cacciarella, Cala Moresca, Castiglione della Pescaia e Punta Ala);
- Dal mare all’entroterra. L’alternanza tra mare ed entroterra è una costante degli itinerari toscani, la quale può essere declinata in maniera assolutamente personalizzata. In questo caso proponiamo un percorso che va dalla Costa degli Etruschi fino ai borghi di Volterra e San Gimignano, le due perle medievali tra cui è situata la Riserva naturale di Castelvecchio.
Alla scoperta dei prodotti enogastronomici della regione
Visitare la Toscana in camper non significa solo ammirare luoghi splendidi, ma anche fare un viaggio attraverso una delle tradizioni gastronomiche più caratteristiche d’Italia. Ecco alcuni dei prodotti che la rendono così apprezzata:
- Pane sciocco. Pagnotta con crosta dura e mollica consistente che accompagna la saporitissima cucina regionale, smorzandone la sapidità;
- Pinoli. Rappresentano un ingrediente base di molte ricette tipiche, come la torta della nonna o il castagnaccio;
- Fagioli. Un must sin dal Cinquecento: non c’è orto toscano che non li coltivi, non c’è trattoria che non li serva in zuppe o come contorno per la bistecca;
- Brigidini. Impasto di farina, uova, zucchero ed essenza di anice, su una formella che dà loro la tipica forma di cialda: si preparano così le tipiche cialde toscane, originarie di Lamporecchio, in provincia di Pistoia;
- Testaroli. Grossi dischi a base di farina, acqua e sale, cotti in specifici recipienti di ghisa o terracotta (i testi, da cui prendono il nome). Una volta pronti, si tagliano a losanghe, si fanno rinvenire in acqua bollente salata e si condiscono con il pesto o con i funghi;
- Fiorentina. Taglio di lombata di chianina con in mezzo un osso a forma di T, che divide il filetto dal controfiletto. Impossibile non esserne saziati, visto che il suo peso costringe a mangiate leggendarie;
- Finocchiona. Salame diffuso in tutto il territorio, a base di carne di maiale macinata e condita con semi di finocchio e vino rosso.





