Stile di vita nomade: vivere a tempo pieno in un camper

Vivere a tempo pieno in camper, diventando, come si dice in gergo, fulltimers e trascorrendo la propria quotidianità in strada, all’insegna della libertà e dell’avventura: un altro mitico sogno proveniente dall’America, che, anche in Italia, sta diventando una pratica sempre più diffusa.

Ma tra il dire e il fare c’è una bella differenza. Aderire a questo tipo di nomadismo gratificante e consapevole non è una passeggiata: i suggestivi scatti sui social, i paesaggi mozzafiato e le poetiche nottate sotto distese di stelle sono solo un lato della medaglia di questo stile di vita, che, sul versante opposto, nasconde insidie, sacrifici e spirito di adattamento. Con i giusti accorgimenti si può però superare tutto e godere di esperienze neanche immaginabili nell’ordinaria quotidianità dell’appartamento.

Il passaggio alla vita nomade: considerazioni preliminari

Ci sono diversi aspetti da tenere in considerazione quando si decide di abbandonare la propria abitazione per iniziare a vagare in camper.

Innanzitutto, occorre prepararsi a un radicale cambiamento del concetto di comfort. Se negli appartamenti siamo abituati a spazi larghi, guardaroba colmi di indumenti, privacy e frigorifero pieno, in camper tutto questo bisogna scordarselo. Per quanto possa essere confortevole, resterà sempre un ambiente angusto, in cui, se si è in coppia, non esistono stanze individuali e si può portare solo l’essenziale: la comodità in camper non risiede nell’eccesso di soluzioni, ma nello stretto indispensabile.

Fondamentale dunque favorire l’adattamento a questo tipo di comfort scegliendo quantomeno il mezzo più adatto alle nostre esigenze. La gamma di veicoli in vendita è davvero ampia e, analizzando attentamente dimensioni, disposizioni e dotazioni interne, maneggevolezza e mobilità, si possono acquistare camper, o van, quasi su misura per la quotidianità che ci siamo prefissati.

Un ulteriore aspetto preliminare da gestire è di natura legale: vivere in camper significa non avere più una fissa dimora, e dunque che ne è della residenza anagrafica e di tutti i diritti basilari che da essa derivano? Chi può permetterselo tiene un appartamento come base, che garantisce il mantenimento della residenza; in caso contrario, la strategia è quella di presentare all’anagrafe una dichiarazione di residenza fittizia in qualità di soggetto senza fissa dimora, la quale consente di continuare ad accedere a diritti fondamentali come l’assistenza sanitaria.

La gestione della vita quotidiana in camper

Risparmio ed oculatezza. Da questi due punti cardine, se si intende vivere in camper, non si scappa. Le risorse infatti, siano esse acqua, combustibili o elettricità, sono limitate ed è necessario organizzarsi in modo da gestirle nella maniera più sapiente possibile. Da questo punto di vista sono decisivi un utilizzo misurato delle stesse e una pianificazione intelligente degli spostamenti: ha senso muoversi nelle zone climaticamente più adatte a seconda della stagione (in zone miti quando fa freddo e al fresco durante l’estate) per risparmiare e considerare che in molto aree di servizio si ha accesso a gran parte delle risorse necessarie.

Dunque gli spostamenti quotidiani vanno decisi in base all’intreccio tra esigenze materiali e lavorative: la maggioranza dei fulltimers lavora da remoto e ha bisogno di allacciarsi alla corrente elettrica. C’è però anche chi compie lavori occasionali nei diversi luoghi in cui viaggia: in questo caso gli spostamenti vengono stabiliti in base a criteri di altra natura.

Racconti ed esperienze di chi ha scelto questo stile di vita

Esistono diversi esempi di persone che hanno scelto di mollare tutto e andare a vivere in camper. Tra questi, Yari Ghidone, content creator che dal 2017 trascorre tutte le giornate sul suo fedelissimo Ducato. La sua storia dimostra come sia possibile evolversi proprio grazie alla vita in camper: per un anno e mezzo ha continuato a lavorare nel suo posto di lavoro fisso a Torino, dormendo nei boschi vicino alla città. Solo dopo è riuscito ad affermarsi come youtuber e creatore di contenuti, cominciando a spostarsi nei luoghi più disparati d’Europa.

Ci sono poi Elena ed Alessia, coppia che, pur non avendo precedenti in camper, ha deciso di svoltare la propria esistenza comprandone uno e vivendoci dentro. Non senza qualche difficoltà: ottenere la residenza per senza fissa dimora ha richiesto un iter di oltre sei mesi ma, insistendo con perseveranza, sono riuscite a riceverla. E ora si godono l’agognata libertà, senza ulteriori preoccupazioni burocratiche: un traguardo raggiungibile, come insegnano le due giovani, solo se non si molla mai.

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