La stagione in acqua finisce, ma per la barca i problemi possono iniziare proprio adesso. Un’imbarcazione ferma e lasciata all’aperto si rovina più in fretta di quanto immagini. Il rimessaggio nautico serve a questo: mettere lo scafo al riparo nei mesi in cui non esci in mare, così a primavera lo ritrovi pronto. Non è un semplice parcheggio, ma una protezione per il tuo investimento.
Molti armatori se ne accorgono tardi, quando trovano muffa negli interni o la vetroresina che comincia a soffrire. Vediamo come evitarlo.
Perché la barca non va lasciata dove capita
Umidità, salsedine e sbalzi di temperatura lavorano contro lo scafo per tutto l’inverno. Una barca abbandonata in banchina o in giardino paga il conto in primavera. I danni più comuni sono sempre gli stessi:
- muffa e cattivi odori negli interni chiusi;
- vetroresina che assorbe acqua e rischia l’osmosi;
- batterie che si scaricano e si solfatano;
- guarnizioni che si seccano e lasciano entrare acqua;
- furti e atti vandalici, quando il mezzo resta incustodito.
Il punto è questo: gran parte di questi guai non nasce dall’uso, ma da una sosta fatta male.
Rimessaggio a secco o in acqua: le due strade
Hai due possibilità, e cambiano parecchio. Il deposito a secco tira la barca fuori dall’acqua e la appoggia su un invaso o sul suo carrello. L’ormeggio invernale, invece, lascia l’imbarcazione in porto o in darsena per tutta la stagione.
Per le barche di piccola e media dimensione il rimessaggio a secco è quasi sempre la scelta migliore. Lo scafo non resta immerso, la vetroresina respira, la carena si asciuga e le incrostazioni non hanno il tempo di formarsi. In più il mezzo è più facile da controllare e da tenere al sicuro.
Quando ha senso restare in acqua
Se la barca è grande o la usi anche d’inverno, l’ormeggio può avere un senso. In quel caso servono controlli frequenti su cime, parabordi e livello di galleggiamento, altrimenti i rischi aumentano.
Come preparare la barca prima dello stop
Un buon rimessaggio parte da te, prima ancora del piazzale. Prepara la barca con calma, seguendo un ordine preciso.
Motore e impianti
- Fai il cambio olio e filtri prima del fermo lungo.
- Svuota o proteggi il circuito di raffreddamento contro il gelo.
- Stacca le batterie oppure collegale a un mantenitore di carica.
- Chiudi il rubinetto del carburante e i passascafo.
Scafo e coperta
- Lava la carena e togli sale e incrostazioni finché sono fresche.
- Controlla la vetroresina e ritocca i piccoli graffi prima che l’acqua entri nel laminato.
- Copri la barca con un telo traspirante, mai con plastica che trattiene la condensa.
Interni
- Svuota frigo, gavoni e serbatoi delle acque.
- Solleva cuscini e materassi, così l’aria circola sotto.
- Sistema sali o prodotti anti-umidità negli spazi chiusi.
Fatti questi passaggi, la barca è pronta per essere messa via. Manca solo il posto giusto dove lasciarla.
Posto coperto o scoperto: cosa conviene
La differenza la fa la copertura. Un posto coperto con tettoia ripara la barca da pioggia, grandine e raggi del sole, i tre nemici del gelcoat. Uno scoperto costa meno e va benissimo quando la barca è ben protetta dal telo e controllata spesso.
La regola pratica è semplice. Più la barca ha valore o finiture delicate, più conviene il coperto. Per un gommone o una piccola imbarcazione robusta, lo scoperto sorvegliato basta e avanza.
Dove fare il rimessaggio nautico a Verona
Non tutte le aree accettano le barche, ma la nostra sì. Nel nostro servizio di rimessaggio trovano posto camper, caravan, imbarcazioni e carrelli, al coperto sotto tettoia o allo scoperto. La videosorveglianza dell’area è monitorata h24, con personale di sorveglianza sempre presente, allarme e assicurazione furto e incendio: un livello di sicurezza che l’ormeggio pubblico non può offrire.
Ci sono anche i servizi che ti semplificano la vita:
- accesso indipendente con chiave elettronica dalle 6 alle 24;
- allacci alla corrente per tenere in carica le batterie;
- zona per il carico e lo scarico delle acque;
- compressore per gonfiare le gomme del carrello, con il nostro gommista a portata di mano;
- officina interna per i controlli prima e dopo il fermo.
Se è la prima volta che metti via la barca, guarda anche i nostri consigli su cosa fare dopo il rimessaggio invernale: molte accortezze valgono pure per chi torna in acqua a primavera.
Domande frequenti
Quanto dura il rimessaggio di una barca?
In genere copre i mesi freddi, da ottobre o novembre fino a marzo o aprile. Diversi armatori, però, tengono l’imbarcazione al riparo tutto l’anno e la tirano fuori solo per le uscite.
Meglio coperto o scoperto?
Dipende dalla barca. Se ha finiture delicate o un valore alto, scegli il coperto. Per mezzi robusti e ben protetti dal telo, lo scoperto sorvegliato fa il suo lavoro.
Devo preparare la barca da solo?
Le operazioni di base le gestisci tu, con calma. Per motore, impianti e controlli più tecnici conviene appoggiarti a un’officina di fiducia.
Posso rimessare anche il carrello?
Sì. L’area accoglie anche i carrelli, quindi barca e rimorchio restano insieme, nello stesso posto sicuro.
Una barca ben rimessata è una barca che a primavera riparte al primo colpo, senza sorprese né spese impreviste. Se vuoi capire dove e come lasciarla al sicuro nei mesi di stop, fai un giro tra i nostri posti di rimessaggio e scegli la sistemazione più adatta alla tua imbarcazione.





