Rigenerarsi in movimento: come il viaggio in camper nutre mente e spirito

Viaggiare per ritrovarsi. Staccare dagli impegni quotidiani, risintonizzarsi con la propria interiorità e recuperare quella brillantezza che da tempo era offuscata: questi sono gli obiettivi che tutti sperano di concretizzare quando stanno per intraprendere un viaggio. Peccato che, in molte occasioni, non avvenga: tra l’ansia dei preparativi, le coincidenze dei vari mezzi di trasporto da prendere e la frenesia di vedere quanto più possibile in poco tempo, spesso si rischia di ottenere l’effetto contrario, aggiungendo ulteriore stress.

Ma questo non succede se si opta per un viaggio in camper, che, riportandoci a vivere la natura e i rapporti umani con calma, libertà e semplicità, è il rimedio migliore per alleviare mente e spirito dalla pressione della quotidianità.

La strada come meditazione: ritrovare sé stessi attraverso il viaggio

Di norma, siamo abituati a concepire la strada come un percorso infernale, che rallenta le nostre routine ed eleva i nostri livelli di stress. Il camper ha invece il potere di capovolgere totalmente questa legge non scritta della quotidianità, tramutando la strada da veleno per il nostro umore ad antidoto.

Quando si viaggia su una casa mobile, infatti, lo scopo non è la meta, ma godere di ogni minimo dettaglio del percorso, senza l’ansia di dover arrivare entro un certo limite o di giustificare qualche mutamento nell’itinerario. Non c’è nulla di più terapeutico di calcare la strada pervasi da questa libera leggerezza, che ne stravolge la concezione, facendo coincidere il viaggio con le aspettative sullo stesso: con il camper diventa davvero l’occasione per ritrovare sé stessi, nel luogo più inatteso, la strada.

Vivere con meno: l’essenzialità nel camper come forma di liberazione

I benefici spirituali del viaggio in camper passano anche da un altro aspetto, che riguarda la semplicità che lo pervade. A bordo della casa mobile, anche per motivi di spazi, si impara a vivere con l’essenziale, con ciò che serve davvero, l’indispensabile.

Abbandonare in questo modo il regno del comfort assoluto in cui siamo abituati a stanziare nella vita di tutti i giorni, fa rendere conto di quanto poco possa bastare per raggiungere, o quantomeno avvicinarsi, al benessere. Il camper insegna infatti che, per essere indipendenti e in pace con sé stessi, non servono a nulla i beni accessori di cui ci circondiamo normalmente, ma sono sufficienti una strada da percorrere, tanta flessibilità e voglia di scoprire. Ovviamente con ciò che basta (o anche qualcosina in più) in dispensa e nelle tasche: del resto, anche Aristotele sosteneva che, per essere felici, disporre di almeno una minima base di beni materiali fosse necessario!

Connettersi con la natura e le comunità: l’importanza del viaggio lento e consapevole

C’è poi un ultimo elemento su cui si fonda la spiritualità del viaggio in camper, ovvero i suoi ritmi: sempre adattabili all’ambiente e al contesto, mai forsennati e superficiali, perfetti per conoscere al meglio ciò che ci circonda.

Le pacate modalità di questo tipo di viaggio consentono infatti di stabilire un intimo contatto con la natura, che accoglie sempre i camperisti, mostrando loro i suoi lati più sublimi e nascosti: solo chi non va di corsa può riuscire a coglierli a pieno, soffermandosi sulle bellezze recondite del nostro pianeta.

Lo stesso vale per i rapporti con le persone: viaggiare significa anche incontrare storie, comunità, culture, tradizioni. Il cosiddetto turismo lento, basato sulla calma e consapevolezza con cui scoprire le destinazioni e i loro abitanti, permette di afferrare ogni sfaccettatura anche sul lato umano e il camper, grazie alle caratteristiche enunciate sin qui, è il miglior mezzo con cui poterlo attuare.

Facebook