La scocca è un componente fondamentale di qualsiasi camper, a prescindere dal modello: da essa infatti dipendono resistenza, abitabilità, coibentazione ed estetica della casa mobile. Pertanto va scelto il materiale giusto per realizzarla e, in questo senso, una soluzione molto interessante è rappresentata dal pannello in vetroresina.
Le proprietà uniche della vetroresina: resistente, leggera e duratura
La vetroresina, detta anche VTR, è un materiale composito formato da resine termoindurenti di poliestere e fibre di vetro, rifinita esternamente con gelcoat, una sostanza che la rende impermeabile e molto resistente anche ai raggi UV. Dagli anni Novanta il suo impiego nel mondo dei camper è diventata una prassi, tant’è che nel tempo sono stati realizzati pannelli sempre più performanti in questo materiale affinché venissero impiegati proprio nell’ambito dei veicoli ricreazionali.
Il motivo di un successo così grande si spiega con le caratteristiche tipiche della vetroresina, che è:
- Leggera;
- Isolante;
- Duttile e facilmente riparabile;
- Impermeabile alle infiltrazioni;
- Resistente ai raggi UV e agli agenti atmosferici.
Come la vetroresina contribuisce alla durata e all’isolamento del camper
Già leggendo le proprietà della vetroresina, si intuisce subito perché è un materiale così gettonato nella composizione della scocca dei camper. Riesce a dare un’ottima stabilità al veicolo, senza però appesantirne la struttura e, inoltre, vanta una resistenza agli urti significativa. Basti pensare che, se sollecitato da impatti di lieve/media identità, il pannello in vetroresina non subisce deformazioni, mentre, in caso di urti più violenti, può subire delle fessurazioni facilmente riparabili con prodotti stuccanti e resinanti. Per questo la vetroresina costituisce una delle opzioni migliori per far durare la scocca a lungo negli anni.
Ma i vantaggi assicurati da questo materiale non si esauriscono qui, perché è in grado di fare la differenza anche su un versante decisivo per chi viaggia in camper, quello dell’isolamento termico e dell’impermeabilità. A bordo di un veicolo ricreazionale, del resto, non è raro imbattersi in condizioni climatiche difficili ed è fondamentale che i materiali che lo compongono riescano a gestirle, mantenendo elevata la vivibilità all’interno della casa mobile. La vetroresina in questo non ha rivali: essendo resistente ai raggi UV e confinando all’esterno anche i freddi più rigidi, è un isolante di prima categoria e, grazie anche alla impermeabilizzazione acquisita con il gelcoat, non lascia penetrare alcuna infiltrazione umida.
Il confronto con l’alluminio
Il pannello in vetroresina non è l’unica possibilità per il rivestimento del camper. Oltre a questo, l’alternativa più valida ed apprezzata è rappresentata dall’alluminio. Ma quali sono le differenze tra le due soluzioni regine di questo mercato?
L’alluminio, con la sua leggerezza e con la sua estetica che ben si presta a rivestire gli esterni, facilita notevolmente i lavori di manutenzione e ristrutturazione, perché consente un accesso piuttosto immediato all’interno delle pareti, ed è tendenzialmente più economico. Di contro però, rispetto alla vetroresina, è più suscettibile ai danni (ogni urto sull’alluminio si traduce in un’ammaccatura visibile), presenta una conducibilità termica maggiore ed ha un valore di rivendita minore. Dal punto di vista dell’isolamento e della resistenza è dunque preferibile la vetroresina, che non per caso si sta imponendo sempre più nel mondo dei camper.





