Gli pneumatici sono una componente fondamentale dei veicoli che guidiamo e questo vale anche per i camper. Tendenzialmente ci preoccupiamo per loro solo quando siamo in movimento, affrontando le strade più impervie e malmesse che una casa mobile sia in grado di cavalcare. In realtà non si può stare tranquilli nemmeno nei periodi di sosta: se infatti teniamo fermo il camper per lungo tempo, subentra la problematica dell’ovalizzazione gomme. Che non può assolutamente essere sottovalutata.
Come capire se una gomma è ovalizzata
L’ovalizzazione gomme è quel fenomeno per cui gli pneumatici perdono la loro consueta forma circolare e ne acquisiscono una “a uovo”, risultando schiacciati e dunque instabili e pericolosi. Si tratta di un problema piuttosto comune per i camper che, a causa della loro ingente mole e dei pesanti carichi da cui sono caratterizzati, esercitano una notevole pressione sulle gomme, le quali faticano a mantenere il proprio assetto originario. Questo succede quando teniamo il veicolo fermo per lungo tempo e costringe gli pneumatici a sopportare il suo peso sempre negli stessi punti, che inevitabilmente cedono.
Chiari segnali che evidenziano la presenza di gomme ovalizzate sono scossoni e vibrazioni continue durante la marcia (anche a bassa velocità). Se si comincia ad avvertirle con una certa frequenza, è opportuno intervenire subito, rivolgendosi ad esperti del settore: guidare con gli pneumatici ovalizzati causa anomalie nell’utilizzo dello sterzo e della frenata.
Cosa fare per non ovalizzare i penumatici di un camper che si usa poco
Esistono diverse strategie per scongiurare l’ovalizzazione:
- Scaricare completamente il camper in modo che sia il più leggero possibile e lasciarlo in sosta con i martinetti di stazionamento e livellamento sollevati. Così, il peso non scarica sugli pneumatici, che di conseguenza non subiscono alterazioni. Il limite di questo accorgimento è che riguarda solo i modelli più costosi: non tutti i camper hanno sistemi che lo permettono;
- Se il camper non dispone dei martinetti, acquistarne di economici. In questo caso, il limite della misura di prevenzione sta nella difficoltà di applicare i sostegni acquistati;
- Utilizzare appositi “salvaruota” che sostengono le gomme del camper, mantenendole inalterate. Ci riescono grazie alla loro peculiare forma a cuneo, la quale consente di distribuire il peso su una superficie maggiore della ruota;
- Poggiare le ruote del camper su dei cuscini ad aria. Questi dispositivi assorbono la tensione dal telaio e alleggeriscono il carico su cuscinetti e sospensioni;
- Gonfiare le gomme a una pressione un po’ superiore rispetto a quella normale. La variazione deve essere tra gli 0,2 e gli 0,5 bar.
Come si effettua la rotazione degli pneumatici?
Un ulteriore metodo per limitare gli effetti dell’ovalizzazione è la rotazione degli pneumatici. Si tratta di una pratica molto conosciuta, che fa la differenza non solo nei prolungati momenti di sosta, ma anche quando il camper è in movimento: l’inversione delle gomme infatti consiste nello spostamento delle stesse da una posizione all’altra, con l’obiettivo di distribuire in modo uniforme l’usura (del resto gomme posteriori ed anteriori subiscono sollecitazioni diverse) e bilanciarne il consumo.
La rotazione, affinché sortisca le conseguenze preventivate, deve seguire uno schema ben preciso: bisogna ruotare gli pneumatici posteriori verso quelli anteriori e viceversa.





