L’Italia è famosa nel mondo per il suo patrimonio artistico-culturale, ma un aspetto che spesso non si prende in considerazione è che tutte queste meraviglie sono davvero disseminate in ogni angolo della penisola, anche, e soprattutto, nei piccoli borghi nascosti.
Visitarli in camper, fissandoli come tappe irrinunciabili dei propri itinerari, è un’ottima strategia di viaggio se si vuole apprezzare l’Italia fino in fondo. Il punto è che, per includerli nel percorso, bisogna conoscerli: ecco perché VeronainCamper è qui per illustrarvi gli 11 borghi veneti da visitare più belli certificati dall’associazione “I Borghi più belli d’Italia“!
Arquà Petrarca
La “perla dei Colli Euganei“, in provincia di Padova, è una meta da non perdere per chi è di passaggio in Veneto. Questo borgo, celebre per essere divenuto la residenza del poeta Francesco Petrarca nei suoi ultimi anni di vita, è immerso nel verde dei colli circostanti e, con le sue tortuose strade lastricate e i toni caldi della pietra da cui è costituito, avvolge i visitatori in un’atmosfera magica, che ricorda quella della Provenza. I maggiori punti d’interesse sono legati alla permanenza del Petrarca nel paese, su tutti la casa in cui ha alloggiato l’autore del Canzoniere, che è ancora oggi visitabile, essendo stata allestita a museo.
Asolo
Tra i colli di Treviso, ecco emergere il borgo che il poeta Giosuè Carducci definì “il paese dei cento orizzonti“. E come dargli torto? Da Asolo infatti è possibile apprezzare una sfaccettatura infinita di panoramiche delle colline nei dintorni, sulle quali è il paese stesso a dominare. Ma i pregi di questo borgo non sono solo paesaggistici. La storia medievale si condensa nei vicoli della cittadina, mostrandosi in tutta la sua imponenza nelle attrazioni più rilevanti: la Rocca medievale (simbolo della città sulla sommità del Monte Ricco), il Duomo (edificio religioso più importante del paese con un mosaico esterno della Vergine Maria a forma circolare) e Palazzo Pretorio (in cui spicca la panoramica Torre Civica).
Borghetto sul Mincio
Situato nel territorio che separa il Veneto dalla Lombardia, ma ancora sotto la territorialità di Verona, Borghetto rappresenta il paese di confine per eccellenza. In lui s’incontrano acqua e terra, mescolandosi in un connubio di graziose casette che, riflesse nel corso del Mincio, un tempo accoglievano viandanti e pellegrini e oggi abbracciano turisti e viaggiatori. Ogni stagione dona a questo borgo una veste da ammirare: che sia colorato dalle sgargianti fioriture primaverili o reso misterioso dalla tenue nebbiolina autunnale, Borghetto è sempre uno spettacolo. Anche perché presenta opere architettoniche del calibro del Ponte Visconteo (la diga su cui sorge il paese) e del Castello Scaligero (sulla sommità della collina).
Cison di Valmarino
Un altro tesoro delle colline trevigiane, incastonato proprio nel bel mezzo delle terre del Prosecco, è questo piccolo borgo, dotato di un fascino unico per i suoi elementi caratteristici che, più che col vino, c’entrano con l’acqua: il torrente Rujo, che taglia per il lungo il paese determinandone l’organizzazione degli spazi, e i numerosi mulini, lavatoi e abbeveratoi sparsi qua e là per le vie. Altri aspetti che valgono una visita a Cison sono il castello Brandolini, autentico dominatore del borgo, e l’armonico centro storico, tutto da scoprire tra piazza Roma, Palazzo Barbi (una villa veneta ora sede del Comune) e la Loggia, costruita nel Seicento come tribunale e oggi teatro.
Malcesine
Ritorniamo nella provincia veronese, questa volta sulle sponde del lago di Garda: Malcesine è infatti un paese lacustre, che racchiude in sé bellezze architettoniche, attrazioni naturalistiche e un ampio ventaglio di attività da intraprendere. All’ombra del Castello Scaligero, che domina il paese dall’alto, si può passeggiare in un centro storico medievale, in cui le vie di ciottoli vi guideranno al Palazzo dei Capitani, attualmente sede del municipio e della biblioteca. Ma Malcesine è anche natura: la vicinanza col Monte Baldo può essere sfruttata a pieno attraverso la funivia accanto al borgo, mentre le spiagge sul lago sono l’ideale per chi ama sport acquatici come vela, windsurf, kite, sup, e wing foil.
Follina
Il paese si trova nella parte settentrionale della Marca Trevigiana, ai piedi delle Prealpi Trevigiane, tra Vittorio Veneto e Valdobbiadene, nella pregiata zona vinicola che comprende i 15 Comuni (tra cui anche Cison di Valmarino) della denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Dichiarata Città Europea del Vino 2016, mantiene un rapporto significativo anche con l’acqua: il poeta Andrea Zanzotto affermava che a Follina “scorre acqua cruda di primavera” e anche oggi è un elemento imprescindibile del borgo, che concentra le sue attività attorno alla storica Abbazia di Santa Maria in Sanavalle, il cui chiostro duecentesco è un capolavoro.
Mel di Borgo Valbelluna
In provincia di Belluno è possibile recarsi in questo borgo storico, il cui centro è impreziosito da diversi palazzi nobili. Prima di arrivare all’altura su cui sorge il borgo, si nota la seicentesca villa Luzzati con i suoi camini posti agli angoli, mentre, imboccando la salita in direzione del centro urbano, ci si imbatte in Villa Granelli e Villa Migliorini. Palazzo Zorzi, Villa Fulcis, Palazzo Fulcis, Palazzo delle Contesse e Palazzo Barbuio corredano invece la principale piazza cittadina. Tuffarsi nelle vie di Mel significa dunque immergersi in un raffinato ambiente nobiliare, ma anche le zone limitrofe, con la Grotta Azzurra nei boschi della Valbelluna e il castello di Zumelle, a strapiombo sul torrente Tenche, sono da includere nell’itinerario.
Montagnana
“Una delle vere glorie italiane“. Queste sono le parole pronunciate dallo storico dell’arte Bernard Berenson con riferimento a Montagnana, nel padovano, che, in effetti, proprio nella fortificazione da cui è cinta ha uno dei suoi punti di forza più suggestivi. Lunga circa 2 km, è rafforzata da 24 torri esagonali con merlatura guelfa e presenta quattro aperture in corrispondenza delle porte: il più imponente è certamente quella sul lato nord-est. Una volta entrati a Montagnana è possibile passeggiare in tutta tranquillità tra le sue case variopinte, che a tratti ricordano Burano, addentrarsi nel Duomo gotico di Santa Maria Assunta e godersi la zona ricca di storia tra Castel San Zeno e la palladiana Villa Pisani.
Portobuffolè
Proprio laddove il Veneto sta per diventare Friuli, nella campagna trevigiana, ci si imbatte in questo borgo d’impronta veneziana, dalla struttura molto semplice. Basti pensare che la passeggiata al suo interno si articola semplicemente in tre vie, in cui, come è scritto sulla Torre Civica del paese, è possibile “ascoltare il silenzio“. Nonostante questo biglietto da visita piuttosto sobrio, Portobuffolè può vantare anche alcune attrazioni che fanno grande presa sui turisti: su tutte, il mercatino dell’antiquariato che si svolge ogni seconda domenica del mese (agosto escluso), portando in strada oltre 200 espositori, e gli elementi che testimoniano il forte intreccio con la cultura ebraica (Piazza Ghetto e il Duomo, ex sinagoga, nella piazza principale).
San Giorgio
Questo antico borgo di pietra tra gli ulivi e le vigne della Valpolicella, a Verona, è una fulgida perla nel cuore della valle vinicola per eccellenza. Sorseggiare un buon calice di rosso nella deliziosa piazzetta principale, con di fronte la visione panoramica e sconfinata di viti e colline, dà una sensazione impagabile, così come passeggiare nella tranquillità dei suoi saliscendi pietrosi ed eleganti. Da visitare anche la Pieve di San Giorgio della Valpolicella (una chiesa barbarico-romanica risalente al VII-VIII secolo e dotata di chiostro, sala capitolare e campanile) e i siti storici al suo fianco (l’area archeologica e il preistorico Museo-Antiquarium).
Sottoguda
Con questo borgo, il più in altura della lista con i suoi 1250 metri di altitudine, ci spostiamo in paesaggi montuosi: Sottoguda, del resto, può essere considerato uno scrigno di scorci dolomitici ai piedi della Marmolada. A rendere celebre il paesino bellunese sono state, in particolare, l’antica arte della lavorazione del ferro battuto praticata nelle botteghe al suo interno, la cultura ladina ancora viva tra i suoi abitanti e il Parco Naturale dei Serrai. Di che cosa si tratta? Una stretta gola (i Serrai, per l’appunto) che, in 2 Km di profondità, collega Sottoguda, l’ultimo paese della valle, a Malga Ciapela, sulla quale si erge, aguzza, la Marmolada.





