In cosa consiste la coibentazione del camper?

La passione per il camper si diffonde sempre più in Italia, anche perché con tutte le limitazioni e le difficoltà a spostarsi dell’ultimo periodo, potersi muovere con meno check-in e meno controlli è decisamente piacevole. Inoltre scegliendo di muoversi con il camper si spende sicuramente di meno rispetto agli alberghi e si hanno tutti i comfort di cui si può avere bisogno.

Quella che fino a qualche tempo fa era una soluzione prettamente estiva, cioè il camper, ha dovuto rispondere a un cambiamento radicale delle abitudini per le vacanze degli italiani e che portano sempre più persone a scegliere di muoversi in camper anche con la brutta stagione per esplorare le bellezze della nazione e scoprire le meraviglie del settore eno-gastronomico.

In questo caso però c’è bisogno di un camper ben coibentato, perché altrimenti con le giornate più fredde potrebbe diventare insostenibile scegliere questo stile di vacanza. Ma si tratta di un tipo di lavoro che pi può fare da soli, oppure occorre l’intervento di un professionista?

Cosa vuol dire coibentato?

Per ridurre gli sprechi energetici e non dover spendere troppo per il condizionatore o per il riscaldamento il camper deve essere isolato e coibentato rispetto all’esterno.

Significa che il sono stati installati pannelli di materiali che non consentono lo scambio energetico con l’esterno sotto forma di variazioni di temperatura. Sono elementi passivi e che funzionano sia in estate che l’inverno.

In sostanza vengono aggiunti pannelli o strati di materiale nelle intercapedini della carrozzeria dello spazio living e dietro il mobilio che limitano le possibilità di scambio energetico e funzionano al meglio se sono associati a un condizionatore portatile oppure un inverter.

L’impiego della coibentazione permette di vivere con più tranquillità le proprie vacanze senza dover tenere le finestre aperte in estate o soffrire il freddo in mezzo alla neve.

Non si deve confondere coibentazione con climatizzazione. In generale è praticamente inutile montare un inverter su un camper che non sia ben isolato e l’unico risultato che si ha è quello di sprecare energia.

Come si fa a coibentare un camper?

Per coibentare un camper occorre aggiungere materiale isolante nelle intercapedini fra la carrozzeria esterna e o spazio living all’interno. Spesso la copertura è già dotata di strati di separazione e offre un buon isolamento, in particolare se è stata realizzata in resina e ha le camere con lana di roccia all’interno.

Solitamente si preferisce sfruttare gli spazi liberi all’interno delle paratie, ma in alcuni casi in particolare se si devono affrontare climi impegnativi bisogna invece aggiungere pannelli sacrificando un po’ lo spazio living avvitandoli sulle pareti.

Ne esistono molte tipologie, sia già pronte per essere aggiunte come rinforzo su punti critici del camper, sia da modificare in officina per adattarli alla forma interna. Purtroppo, a differenza delle modifiche per coibentazione degli edifici nei camper si hanno non poche limitazioni tecniche legate agli spazi angusti.

Comunque con una soluzione combinata intelligente che utilizza legno, poliuretano, lana d roccia e strati in aria si possono ottenere ottimi risultati per creare un clima moto piacevole all’interno e trovare lo spazio fresco persino se il camper viene lasciato sotto il sole.

La coibentazione è sempre passiva, mantiene l clima e limita gli scambi energetici, persino quelli acustici, per per raggiungere il regime che si desidera bisogna provvedere a installare un inverter, un condizionatore o se non altro un ventilatore e garantire un ricircolo d’aria.

Il vantaggio rispetto a un camper non coibentato è ce si spende di meno per ottenere il risultato, si incide in maniera meno pesante sulla batteria e le condizioni all’interno restano ottimali pù a lungo.

Come evitare la condensa nel furgone?

Posto che il camper sia stato coibentato in maniera corretta, bisogna fare i conti con un problema che in alcuni casi può diventare davvero molto fastidioso e cioè la condensa.

Infatti, per avere una buona efficienza energetica e per ridurre al minimo lo scambio termico con l’esterno, sarà necessario non soltanto aggiungere i pannelli di protezione per le pareti e imbottite per bene tutte le intercapedini, ma anche chiudere il più possibile boccaporti e finestroni.

Questo perché sono punti di dispersione. L’ideale sarebbe quello di montare pannelli rimovibili per proteggere le finestre quando non servono per fare luce, anche se questo non è sempre praticabile.

Con tutto lo spazio living chiuso c’è sempre il rischio di veder comparire muffa e condensa semplicemente perché non c’è una possibilità di eliminare l’umidità senza tenere le finestre aperte.

In questo caso di solito la soluzione è utilizzare deumidificatori passivi a sali, da svuotare prima di partire, attivi a batteria o sfruttare il condizionatore per ridurre l’umidità all’interno quando si preferisce tenere tutto chiuso, magari perché non si può sorvegliare il furgone.

La soluzione è quella di scegliere modelli che si attivano in automatico quando registrano un livello di umidità vicino alla soglia di condensa. In questo caso si può considerare eliminato il rischio di svegliarsi coperti di umidità.

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