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È ancora possibile il campeggio libero? Cosa prevede la normativa

Campeggio libero è sinonimo di totale libertà, contatto diretto con la natura, avventura, nuove scoperte e nuove esperienze tutte da condividere con i propri compagni di viaggio. Vivere una vacanza di questo tipo può sicuramente regalare tante emozioni: la lontananza da luoghi affollati e rumorosi consente di riscoprire sé stessi e l’ambiente che ci circonda.

Non bisogna però dimenticare che il campeggio libero non è sempre consentito, ma bisogna sottostare ai dettami dalla normativa vigente nel paese in cui si decide di trascorrere la vacanza.

Cosa prevede la normativa italiana

In Italia attualmente non esiste una regolamentazione univoca in materia di campeggio libero. La competenza in materia di turismo è infatti delegata alle singole regioni che, attraverso delle apposite norme, possono consentire o meno il campeggio libero.

Viene considerata come campeggio qualsiasi attività che preveda il montaggio di strutture tendate in forma stabile per oltre 48 ore, o comunque nelle ore diurne. Quando infatti le tende vengono montate solamente dal tramonto all’alba è più appropriato parlare di bivacco notturno e non di campeggio.

In linea generale il campeggio libero è una pratica che, laddove è consentita, viene ampiamente tollerata, ma ciò non significa poter occupare selvaggiamente qualsiasi area libera vi troviate davanti. Nel caso dei camper, oltre alle normative previste in tema di campeggio libero, non bisogna poi dimenticare quanto previsto dal codice della strada in tema di sosta del mezzo.

Dove è possibile il campeggio libero?

L’assenza di una normativa nazionale può dar luogo ad alcuni e equivoci e dubbi. Partiamo precisando che laddove non sia prevista un’apposita regolamentazione locale, anche mediante cartellonistica dedicata, si può dedurre che il campeggio libero è consentito.

Nella maggior parte delle regioni e dei comuni che lo consentono è necessario effettuare una formale richiesta o semplice notifica all’Ufficio del Sindaco. Allo stesso modo, è possibile campeggiare liberamente nei terreni privati per tutto il tempo che si desidera dopo aver ottenuto l’autorizzazione del proprietario.

Per quanto riguarda le singole regioni d’Italia, solamente in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Sardegna la Legge Regionale n.40 del 1984 all’art. 12 prevede un divieto assoluto di campeggio libero al di fuori delle aree appositamente adibite a tale attività. Anche in Emilia Romagna è stato recentemente introdotto il divieto di campeggio libero, ammesso nel solo caso di associazioni senza fini di lucro e organizzazioni culturali che ottengano l’autorizzazione dal comune per un tempo non superiore ai 15 giorni.

Le restanti regioni d’Italia consentono il campeggio libero secondo diverse modalità: in Valle d’Aosta è consentito solamente al di sopra dei 2.500 metri di altitudine, in Piemonte e nelle Marche è invece possibile campeggiare liberamente nella stessa località non oltre le 48 ore e dove non siano già presenti aree di campeggio autorizzato.
Lombardia, Toscana e Liguria invece non hanno ancora introdotto alcuna regolamentazione in materia, lasciando libero spazio alla discrezionalità di ciascun individuo.

Al di fuori dei confini nazionali, anche in Europa la gestione del campeggio libero è piuttosto controversa. I Paesi europei in cui il campeggio liberò è consentito sono Norvegia, Finlandia, Svezia, Scozia, Albania e Romania. Paesi come Germania e Austria hanno invece una gestione molto simile a quella italiana: non vi è una normativa nazionale di riferimento.

Sosta libera in camper: attenzione ai divieti!

Per quanto riguarda la sosta libera col camper, oltre a rispettare le eventuali indicazioni in tema di campeggio libero, è necessario osservare anche la normativa stradale. Quest’ultima non consente di effettuare delle soste prolungate e permanenti (oltre 48 ore) perché in questo caso di tratterebbe di occupazione del suolo pubblico, assolutamente vietato.

È quindi possibile sostare col camper in una determinata area o parcheggio laddove non vi siano divieti espliciti da parte degli enti locali, anche tramite indicazioni stradali, a patto di non sostare troppo a lungo o in maniera permanete nello stesso luogo.

Nel dettaglio, secondo la Legge 336/91 e la Circolare Ministeriale (Ministero dell’Interno) n. 277 del 14/01/2018, la sosta libera in camper è tollerata a patto che:

  • il motore del veicolo sia spento
  • i finestrini restino chiusi
  • non si utilizzi il tendalino
  • il camper non emetta deflussi propri derivanti dallo scarico di acque di qualsiasi natura
  • non si occupino passaggi pedonali o ciclabili
  • non si utilizzino cunei o piedini di stazionamento e non si mettano oggetti al di fuori del veicolo
  • si lascino corridoi di uscita per gli altri veicoli.

I consigli per una sosta libera in sicurezza

Se si decide di optare per la sosta libera in camper è bene saper individuare e valutare attentamente l’area di sosta su cui fermarsi. In linea generale è consigliabile scegliere delle zone che abbiano le seguenti caratteristiche:

  • pulizia e assenza di segni di degrado
  • presenza di una buona illuminazione
  • poco isolate, meglio sostare in zone in cui sono già presenti altri camperisti
  • sicure in caso di maltempo, evitando di sostare al di sotto o in prossimità di alberi e in terreni che potrebbero divenire eccessivamente fangosi in caso di abbondanti precipitazioni.

Ricorda poi di far scorta di acqua potabile prima di partire e di rispettare sempre l’ambiente che ti circonda, evitando di abbandonare rifiuti di alcun genere. Evita di effettuare grigliate o realizzare fuochi in luoghi poco sicuri e ad alto rischio di incendio.
Per una maggiore sicurezza assicurati sempre di aver chiuso correttamente la porta e le portiere della cabina di guida, attiva l’antifurto se il veicolo ne è dotato, oppure utilizza deterrenti o dissuasori acustici per prevenire eventuali tentativi di furto.